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SENTIERO 391 (denominato Donna – Guarneri)
(COLLE DI S. EUSEBIO – COLLE DI S. VITO / NAVE / S. GALLO / BRESCIA)
 
Colle di S. Eusebio m. 574 – Boca del Zuf (Riserva Naturale Altopiano di Cariadeghe) m. 947 – Monte Ucia m. 1.168 – Monte Dragoncello m. 1.094 – Colle di S. Vito m. 566 – S. Gallo (frazione di Botticino) m. 490
 
Varianti
Brescia m. 260 (tramite il Sentiero 3V),
Nave m. 329 (tramite il Sentiero 3V),
 
Sviluppo complessivo 13 chilometri
 
Tempo di percorrenza (Colle S. Eusebio – Colle di S. Vito – S. Gallo) 5 ore
 
Tempo di percorrenza delle Varianti:
-         Arrivo a Brescia (Pusterla) – da Colle di S. Vito seguendo il 3V – 7,30 ore,
-         Arrivo a Nave – da Colle di S. Vito seguendo il 3V – 5,20 ore.
 
 
Premessa
 
Il 391 è un sentiero di medio/lunga percorrenza (circa 5 ore) abbastanza impegnativo, non solo per la lunghezza (oltre 13 chilometri) e per i dislivelli da affrontare (770 metri in salita e 860 in discesa), ma soprattutto per il fondo sconnesso (roccette e sassi per buona parte del percorso). Quindi si consigliano scarponcini robusti.
 
Nulla vieta di percorrere il sentiero, sia all’andata, sia al ritorno, ovviamente, con raddoppio dei tempi, distanze, dislivelli, ecc.; capacità, però, non alla portata dell’escursionista medio.
 
L’ideale, invece, è di percorrerlo in un solo senso, o portando una macchina alla partenza, e una all’arrivo (circa un’ora di tempo per gli spostamenti da un posto all’altro); o, preferibilmente, portandosi con un autobus extraurbano al Colle di S. Eusebio  e ritornando a casa da S. Gallo / Nave / Brescia – Pusterla sempre con un autobus.
 
Il Colle di S. Eusebio si può raggiungere con gli autobus di Trasporti Brescia Nord
Tel: 840.62001
www.sia-autoservizi.it, in particolare quelli della linea Brescia – Bagolino (ma non tutti passano dal Cole di S. Eusebio) e quelli della linea Brescia-Bione-Agnosine. Per es. attualmente (estate 2009) c’è un autobus che parte dall’Autostazione SIA alle 7,40 diretto a Bagolino, con fermate in P.za Garibaldi, Piazzale C. Battisti, Piazzale Corvi, che arriva al Colle di S. Eusebio alle 8,18.
Da S. Gallo e da Nave si può raggiungere Brescia con gli Autobus di Brescia Trasporti, i cui biglietti si possono acquistare anche a bordo, in particolare, la linea 8 da S. Gallo (solo giorni feriali) e la linea 7 da Nave, per informazioni sugli orari telefonare a Brescia Trasporti 800.013812 – www.bresciamobilita.it
 
Attenzione:
-         Lungo il percorso non si trova acqua, né, tantomeno, esercizi pubblici, quindi è necessario portarsi appresso l’acqua e gli eventuali viveri.
-         Si attraversano diversi appostamenti fissi di caccia  e quindi, durante il periodo della caccia, usare la massima cautela vicino agli appostamenti, cercando di disturbare il meno possibile e, magari, percorrendo il sentiero il martedì o il venerdì, giornate di silenzio venatorio.
-         Non ci sono particolari pericoli, se non alcuni tratti, soprattutto relativi alla discesa dal Monte Ucia, leggermente esposti.
-         In caso di necessità, se si volesse abbandonare il percorso utilizzare preferibilmente i sentieri/sterrate che portano a Serle, perché quelli che scendono a Caino (per es. il 392) sono più impegnativi.
 
E’ un percorso panoramico , almeno nei punti fuori dal bosco, con vedute sull’arco alpino , sul Lago di Garda, sulla pianura e sugli Appennini.
 
Si lambisce, per un buon tratto, la Riserva Naturale regionale dell’Altipiano di Cariadeghe , una delle più interessanti zone carsiche italiane. Alcune doline  si possono osservare anche lungo il percorso.
 
Nella descrizione del percorso si è preferito considerare come punto di partenza il Colle di S. Eusebio perché è più facilmente raggiungibile, soprattutto con gli autobus extraurbani (cfr riquadro soprastante) ed è a una quota più alta dei vari punti di arrivo (Colle di S. Vito / S. Gallo / Nave / Brescia-Pusterla).
 
Il Sentiero 391, inizialmente creato dal GEC (Gruppo Escursionisti di Caino), è ora in gestione alla Sezione CAI di Brescia.
 
Il Sentiero è dedicato alla memoria degli alpinisti Fausto Donna e Giuseppe Guarneri, che hanno per decenni condiviso la passione della montagna percorrendo in lungo e in largo le montagne bresciane, e non solo quelle.
 
Con gli amici Floreancigh e Rosoli, furono fra gli artefici delle gite del mercoledì e del giovedì, che, più tardi, diedero vita al GPE.
 
Per uno scherzo del destino, Donna e Guarneri hanno quasi condiviso anche la fine, morendo a pochi mesi di distanza l’uno dall’altro nel 1982.
 
 
Descrizione del percorso
 
La parte iniziale del Sentiero 391 è in comune con il Sentiero 390 (della Sottosezione CAI di Nave), conosciuto anche come Senter Bandit, antico sentiero che collegava la Val Sabbia con Brescia, scorciatoia, allora percorso sia da banditi (di qui il nome), soprattutto contrabbandieri, che da viandanti e pellegrini.
Il sentiero parte da piccolo piazzale (con diversi posti auto), a lato della strada per Vallio Terme, alla destra del valico per chi proviene da Caino, a lato di un palo con frecce segnavia.
L’avvio è decisamente in salita su stradina cementata (strada privata, ma percorribile dagli escursionisti). Dopo una piccola cabina della SNAM, la stradina diventa sterrata, parzialmente cementata nei punti più ripidi.
Poco dopo si passa presso un appostamento fisso di caccia  (il primo di una lunga serie). Valgono qui le raccomandazioni fatte nella premessa, che non ripetiamo, ma invitiamo caldamente a rispettare.
Strada facendo s’incontra qualche sentiero “secondario” ma noi ci manterremo sul sentiero principale che si alza sul costone che divide la Valle di Vallio dalla Valle del Loc.
Raggiunte alcune bianche roccette, a circa 740 metri di quota, fine tratto comune con il Sentiero 390 (ore 0,20 – 0,20) , abbandoniamo momentaneamente il Senter Bandit, che devia a destra in piano, mentre il Donna – Guarneri tiene la sinistra in salita.
Dopo una decina di minuti, poco prima di raggiungere un grosso appostamento di caccia, si abbandona il largo sentiero, per prendere a sinistra un piccolo sentiero che continua in salita nel bosco.
Approfittare degli sprazzi di visibilità per godersi i bei panorami.
Si continua sul sentiero ignorando alcuni sentieri laterali, si supera un rudere in muratura, raggiungendo una sella di cresta che divide il versante di Caino da quello di Serle. Il posto, collegato a Serle da una strada sterrata, è denominato Boca del Zuf m. 947 (ore 0,40 – 1,00) . Questo posto, su molte cartine è indicato come “Roccolo di Serle”.
Si gira a destra, e in poche decine di metri si superano due appostamenti fissi di caccia; nei pressi di un faggio monumentale, ci si avvicina di nuovo alla sterrata.
Si procede, attraversando altri appostamenti, quasi sempre vicini al crestone che, sulla destra, scende ripidissimo nella Valle del Garza. Si percorrono alcuni saliscendi sino ad arrivare alla località denominata “Scalette Albere”.
Più avanti, in prossimità di tre bei faggi, con appese immagini votive, si tiene la destra.
Il sentiero non sempre è visibilissimo , ma è quasi impossibile perderlo perché è sempre vicino al crestone e, soprattutto, perché è ben segnalato.
Si arriva al Monte Ucia m. 1.168 (ore 1,00 – 2,00).
Quasi a metà del percorso s’incontra una radura con panchine e tavoli, e, poco più avanti, la deviazione a destra in discesa per la Corna de Caì , riservata solo agli escursionisti esperti, e che non fa parte del nostro sentiero.
Più avanti si arriva al bivio con il Sentiero 392 (della Sottosezione CAI di Nave), che scende ripidamente a destra verso Caino. Il Donna - Guarneri, invece, prosegue diritto arrivando a un’antecima denominata Dos del Luf (Dosso del Lupo) m. 1.155 (ore 0,30 – 2,30) con un ingombrante ripetitore.
La discesa dal Monte Ucia richiede attenzione sia per la vicinanza del crestone, che per la poca visibilità della traccia.
Verso i mille metri di quota il sentiero diventa una stradina forestale che, a sua volta, confluisce su una stradina sterrata, che si percorre tenendo la sinistra. La si segue, ignorando alcune stradine laterali, sino ad arrivare alla Sella delle Casine Ece m. 914 (ore 0,30 – 3,00), fra il Monte Dragone e il Monte Dragoncello (nostra prossima meta).
Si gira a destra in salita, attraversando un appostamento fisso di caccia, cui ne seguiranno altri, per imboccare poi un sentiero che sale nel bosco. Anche in questo tratto, alla poca visibilità del tracciato, fa riscontro una buona segnalazione.
Si arriva al Monte Dragoncello m. 1.094 (ore 0,30 – 3,30), con bella vista.
Si prosegue e ci s’immette di nuovo nel bosco stando sulla destra. Poco prima di arrivare alla Cascina Dragoncello, in una radura, si abbandona il sentiero principale, per prendere a sinistra un sentiero che entra di nuovo nel bosco.
Si segue questo sentiero, attraversando una sterrata, per un buon tratto sino ad arrivare a un bivio con un altro sentiero, dove si tiene la sinistra.
Si scende rapidamente, anche con alcuni tornanti e, arrivati a un appostamento di caccia, s’incrocia di nuovo, proveniente da destra, il Sentiero 390 (Senter Bandit), che ci accompagnerà sino al Colle di S. Vito.
Si attraversa l’appostamento e ci s’immette su una sterrata in discesa che seguiremo, incrociando il Sentiero della ValVerde (del Comune di Botticino), ignorando alcune strade laterali, sino ad arrivare alla Chiesetta di S. Vito , presso l’omonimo Colle (qui, come a S. Eusebio, nel significato di passo) m. 566 (ore 1,10 – 4,40).
Al Colle di S. Vito arriva una stradina asfaltata da S. Gallo (via S. Vito, appunto), e ci sarebbe lo spazio per parcheggiare alcune macchine, ma il tratto finale è segnalato come strada privata. Pertanto…….
Per scendere a S. Gallo, si deve ritornare sui propri passi per poche decine di metri per imboccare, girando decisamente a destra, una strada sterrata (che, ovviamente, scendendo dal Dragoncello avevamo avuto sulla sinistra) in discesa.
Poco più avanti la sterrata confluisce su una strada asfalta (via S. Vito), che si percorre tenendo la sinistra, sempre in discesa, sino ad arrivare alla Provinciale Botticino - Serle, proprio vicino a una fermata degli autobus urbani (linea 8).
Girando a destra (facendo attenzione al traffico) si arriva in pochi minuti a S. Gallo (frazione di Botticino) m. 475 (ore 0,20 – 5,00).
Varianti per l’arrivo
Giunti alla Chiesetta di S. Vito si può scegliere fra tre finali:
-         La via normale, che porta a S. Gallo, illustrata sopra, sicuramente la più breve;
-         L’arrivo a Nave, leggermente più lungo rispetto all’arrivo a S. Gallo, circa 20 minuti in più;
-         L’arrivo a Brescia, il più impegnativo, circa 2,30 ore in più rispetto alla via normale.
Arrivo a Nave:
Dalla Chiesetta di S. Vito seguire il 3V (Sentiero delle 3 Valli Bresciane – Silvano Cinelli), direzione Santuario di Conche. In pratica si gira a destra in discesa su sentiero.
La descrizione del percorso del 3V (prima tappa) è riportata sul sito della Sezione CAI di Brescia (http://www.cai.bs.it/vedit/pagina.asp?pagina=1348).
Arrivo a Brescia:
Dalla Chiesetta di S. Vito proseguire diritto sulla stessa sterrata seguendo il 3V (Sentiero delle 3 Valli Bresciane – Silvano Cinelli), direzione Brescia (Pusterla).
La descrizione del percorso del 3V (prima tappa), purtroppo nella sola direzione del Santuario di Conche, è riportata sul sito della Sezione CAI di Brescia (http://www.cai.bs.it/vedit/pagina.asp?pagina=1348).
 
 
Punti di appoggio
 
Colle di S. Eusebio
 Bar
 
S. Gallo
Negozi di Alimentari e bar

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