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AVVERTENZE IMPORTANTI
 Attualmente (fine 2009), i percorsi proposti per la Via Valeriana, salvo il tracciato realizzato dalla Comunità Montana del Sebino Bresciano tra Pilzone e Pisogne (denominato anche “Antica Strada Valeriana”) e che è in esercizio già da alcuni anni, sono da intendersi sperimentali e, di norma, non sono segnalati.
Ad un escursionista medio, con un minimo di esperienza anche su sentieri non segnalati, dovrebbe essere sufficiente la descrizione del percorso di ogni singola tappa.
Eventuali segnalazioni di errori, inesattezze, poca chiarezza, ecc., contenuti nelle descrizioni, così come consigli, suggerimenti, proposte di varianti, ecc., saranno estremamente gradite; inviandole preferibilmente alla Sezione CAI di Brescia (caibrescia@cai.bs.it).
Riguardo la cartografia, pur non essendo quella in commercio, salvo quella relativa all’alta valle, di buona qualità e, quindi, di scarsa utilità per chi percorre la Valeriana, consigliamo comunque di consultarla e di portarla al seguito; non si sa mai.
Tutto il percorso è già stato georeferenziato e si conta di rendere disponibili le tracce GPS entro breve tempo.
Al momento le tappe che presentano punti critici sono le seguenti:
-         Terza tappa in destra orografica, fra il Convento dell’Annunciata e Malegno limitatamente all’attraversamento del Trobiolo: Che però si può evitare passando da Ossimo Inferiore.
-         Quarta tappa in destra orografica, fra Novelle e Forno Allione (presenza cantiere della nuova superstrada, aggirabile, e attraversamento della ferrovia, dove si deve prestare la massima attenzione, e fra la Chiesetta di S. Andrea e Edolo, dove la traccia del sentiero non sempre è evidente.
-         Quinta Tappa in destra orografica, dove bisogna camminare sulla strada per Monno per quasi un chilometro e poi percorrere un sentiero quasi inesistente fra il Ponte dei Pellegrini e la Contrada Al Solivo di Incudine; stesso problema fra la Contrada Davenino e Vezza d’Oglio, nel tratto dopo il torrente da guadare, il sentiero è inesistente per un centinaio di metri.
-         Quinta Tappa in sinistra orograficadove il percorso non presenta problemi, però sono in corso lavori d’interramento di cavi elettrici che utilizzano proprio la Via Valeriana e che, a tratti, rendono difficile il transito. Detti lavori dovrebbero terminare entro il 2010.
 
In buona sostanza, anche sulla Valeriana valgono le regole della prudenza e del buon senso da osservare in montagna.
  
Premessa
 
La Via Valeriana è un sentiero, o per meglio dire un itinerario, che ripercorre, o cerca di ripercorrere, l’antico tracciato romano/medioevale che percorreva la Valle Camonica.
 
A questo riguardo è utile leggere uno stralcio dal libro “Viaggiare in Valle Camonica” (Banca di Valle Camonica, Breno, 1997):
 
Quando si cerca di leggere l’antico tracciato viario camuno, l’immaginario creativo della nostra montagna ha sempre reputato come romano tutto quello che risale al passato lontano. Ponti, strade e selciati furono definiti romani proprio quando nessuna attestazione poteva accertarlo.
 
Con entusiasmo ci siamo dedicati alla ricostruzione di quella Strada Valleriana, crocevia per le comunicazioni dalla Pianura Padana alla Rezia, ma non via ufficiale dell’Impero di Roma.
Invano l’abbiamo cercata tra i percorsi dell’Itinerario Antonino e sulla Tavola Peutingeriana, ma essa, ricostruita su sentieri preistorici, fu solo strada di secondaria importanza rispetto alle grandi vie consolari.
 
Ovviamente conosciuta e praticata dalle nostre popolazioni, venne anche calcata dalle legioni romane per il loro rapido spostamento e per assicurarsi l’attraversamento verso il nord.
 
Continuò più tardi come itinerario del commercio sempre più intenso tra le vaste zone dell’impero. Via dei materiali ferrosi e della pietra, prodotti dalle viscere delle nostre montagne, divenne passaggio dei mendicanti e dei pellegrini verso i santuari e mete cristiane (in primis Roma e, di conseguenza via Romea).
 
E’ la tradizione popolare (comunque da tenere in considerazione) che ci ha favorito a spigolare nella memoria percorsi attestati in epoca romana, anche se la maggior parte degli avanzi visibili di strade e ruderi è di origine medioevale.
 
Il notevole problema dell’antico itinerario è costituito dal nome sul quale si è discusso e scritto. Non è dimostrabile che si tratti di una via fatta costruire, secondo alcuni, da un Console Valerio, dal quale avrebbe avuto la denominazione. Lo stesso argomento è stato discusso anche per l’antico itinerario stradale della vicina Valtellina, ipotizzandone la costruzione nel 253 d.c., per volere del Console Gaio Publio Licinio Valeriano.
 
Oggi non c’è più dubbio che l’appellativo Valleriana non è di origine romana e fu utilizzato molto più tardi come si usa l’aggettivo valligiano.
Non è che la rotacizzazione dell’aggettivo valligiano-vallesiano: ecco il motivo perché abbiamo voluto scriverlo con la doppia L.
 
Il Club Alpino Italiano, ovviamente, non prende posizione sulla diatriba della L doppia, o non doppia, ma adotterà quella semplice e, pertanto, scriverà sempre Valeriana, senza la doppia L, perché modalità sicuramente più diffusa.
 
Riguardo poi all’origine della strada (romana o medioevale?) accetta le opinioni degli storici, ma si permette di osservare che ai tempi dell’impero romano, sicuramente, non c’erano solo le strade consolari, ma anche strade di minore importanza, senza denominazione, di cui non è rimasta traccia sui documenti dell’epoca.
 
La strada campestre, chiamata ancora oggi Valeriana, passa a pedemonte in una zona molto solatia, soprattutto nella media e alta valle. Con un tracciato sinuoso che evita il terreno situato più in basso, ove l’Oglio sino a pochi secoli fa spadroneggiava qua e là, spostando banchi di sabbia e formando acquitrini, laghetti e paludi.
 
Com’è stato detto all’inizio, il tracciato individuato ha cercato, il più possibile, di ricalcare il tracciato, o per meglio dire, i tracciati storici. Dove questi sono scomparsi o non più praticabili (quando, per esempio, coincidono con strade trafficate) si sono preferiti i percorsi adatti all’escursionista moderno (che, purtroppo o per fortuna, non deve più fare i conti con i briganti, ma con i pericoli del traffico), privilegiando i sentieri e gli sterrati o utilizzando strade a scarso traffico.
 
In ogni caso, in presenza di traffico, anche se scarso, occorre osservare le normali regole del codice e, soprattutto, della prudenza.
 
Il sentiero utilizza sia strade campestri e sentieri, sia strade sterrate e asfaltate a basso traffico; queste ultime, presenti soprattutto nell’attraversamento dei paesi (spesso paesini fuori mano che difficilmente sono visitati, anche quando sono ricchi di opere d’arte, perché posti fuori delle direttrici principali).
 
La Via Valeriana è caratterizzata da dislivelli non sempre modesti: alcune delle tappe ipotizzate superano, seppur di poco, i 1.000 metri di dislivello in salita.
 
Il percorso parte nel territorio del comune di Provaglio d’Iseo, che non fa parte di alcuna comunità montana, mentre tutti gli altri comuni attraversati fanno parte della Comunità Montana del Sebino Bresciano (da Iseo a Pisogne) e di quella di Valle Camonica (da Piancamuno al Tonale e all’Aprica). In alcuni tratti, transita all’interno del Parco Regionale dell’Adamello.
 
In ogni caso, vale ovunque la regola di rispettare sia la natura (non raccogliere fiori , non abbandonare il sentiero, non infastidire gli animali, non sporcare, ecc.), sia il lavoro dell’uomo (aziende agricole e forestali, ecc) .


La leggenda di Carlo Magno nel cuore delle Alpi
 
Certamente, numerosi furono i personaggi importanti che utilizzarono la Via Valeriana per i loro spostamenti; di uno, in particolare, ne è rimasta la traccia, metaforica.
 
Si tratta di Carlo Magno, imperatore del Sacro Romano Impero, che durante il suo regno (ottavo secolo), trovò anche il tempo di percorrere la Valle Camonica con l’intento di soggiogarla, sia civilmente, infeudando il territorio, che religiosamente,fondando numerose chiese e cappelle.
 
I documenti che parlano di questo viaggio sono, per la verità, molto posteriori ai fatti, tanto che, secondo alcuni storici, si deve parlare più correttamente di leggende o di tradizioni popolari.
 
Secondo queste ultime, Carlo Magno, con il suo esercito, sarebbe partito da Pavia in direzione di Lodi, dove avrebbe seguito il corso dell’Adda sino a Trezzo, dove avrebbe attraversato il fiume per raggiungere la vicina Bergamo. Da qui, seguendo la Val Cavallina, avrebbe raggiunto la Val Camonica transitando da Lovere.
 
Il tratto camuno del percorso carolingio utilizza la Via Valeriana in sinistra orografica da Boario a Edolo, ed in destra orografica da Edolo al Passo del Tonale.
 
Per il viaggio di ritorno, Carlo Magno non ripassò per la Valle Camonica ma, superato il Tonale, raggiunse Verona percorrendo, per buona parte del viaggio la valle dell’Adige.
 
Suddivisione del percorso
 
La Via Valeriana è un itinerario (trekking) di media lunghezza:
-         circa 120 kilometri da Fantecolo all’Aprica (utilizzando la destra orografica dell’Oglio da Boario a Edolo),
-         circa 130 kilometri da Fantecolo al Tonale (utilizzando la sinistra orografica dell’Oglio da Boario a Edolo).
 
Non esiste una durata ottimale di una tappa in quanto entrano in gioco vari fattori:
-         la preparazione/allenamento di chi la percorre,
-         i dislivelli da affrontare,
-         il peso dello zaino,
-         le strutture ricettive, non presenti in ogni paese,
-         il tempo a disposizione,
-         ecc.
 
Così come è stato fatto in altri itinerari di lunga percorrenza (come per es. sul Cammino di Santiago, lungo circa 800 kilometri), anche per la Via Valeriana si è cercato di contenere la lunghezza delle tappe proposte fra i 25 e i 30 kilometri. Ci si è riusciti, salvo due tappe più corte (la prima, di 24 kilometri, e la diramazione per l’Aprica, di 18), ed una più lunga (la terza in sinistra orografica, lunga 31 kilometri).
 
Nulla vieta, anzi, di suddividere il percorso in modo diverso: nella descrizione delle tappe sono elencati tutti i punti di appoggio lungo o vicini al percorso.
 
Si consiglia:
-         di sfruttare bene la mattina partendo presto,
-         ogni ora, o poco più, fare una piccola sosta (max 10 minuti per non rilassare troppo i muscoli),
-         a mezzogiorno consumare un pasto frugale, anche se si è al ristorante;
-         evitare di caricare troppo lo zaino; per es. comprando il cibo nei paesi che si attraversano,
-         evitare sforzi inutili; per es. accontentandosi di una media fra i 3 e i 4 kilometri all’ora, più che dignitosa in un trekking,
-         ecc.
 
Via Valeriana, percorso completo, da Fantecolo ai passi del Tonale e dell’Aprica
 
 
Percorso in comune: Fantecolo (Chiesetta degli Alpini) m. 260 – Provaglio d’Iseo (Zurane) m. 250 – Iseo (via S. Bonomelli) m. 220 - Pilzone m. 191 – Colpiano m. 329 – Zone m. 670 – Pisogne m. 190 – Piancamuno m. 262 – Artogne m. 271 – Gianico m. 326 – Boario Terme m. 230
 
Percorso in Destra orografica dell’Oglio: Boario Terme m. 230 - Erbanno m. 280 - Malegno m. – 324 - Losine m. 350 – Cerveno m. 458 – Ono S. Pietro m. 517 – Pescarzo m. 630 – Sellero m.510 – Forno Allione m. 500 – Malonno m. 560 – Edolo m. 699 – Ponte di Legno m. 1.260 – Passo del Tonale m. 1.883
 
Percorso in Sinistra orografica dell’Oglio: Boario Terme m. 230 - Esine m. 273 – Cividate Camuno m. 272 – Breno m. 370 - Niardo m. 443 – Braone m. 394 - Ceto m. 453 - Capo di Ponte m. 375 – Grevo m. 510 – Cedegolo m.390 – Andrista m. 584 – Rino m. 660 - Sonico m. 637 – Edolo m. 699 – Passo del Tonale m. 1.883
 
Diramazione per il Passo dell’Aprica: Edolo m. 699 – Passo dell’Aprica m. 1.175
 
Sviluppo complessivo:
-       Da Fantecolo al Tonale (destra orografica) = 135 chilometri (40 ore);
-       Da Fantecolo al Tonale (sinistra orografica) = 138 chilometri (41 ore);
-       Da Fantecolo all’Aprica (destra orografica) =123 chilometri (33 ore);
Da Fantecolo all’Aprica (sinistra orografica) = 127 chilometri (34 ore).
  
Numerazione della Via Valeriana
 
In coerenza con il nuovo Catasto Provinciale dei sentieri e con gli standard del CAI, che prevedono:
-         la numerazione su 3 cifre, di cui la prima individua il Settore geografico mentre la seconda e la terza compongono il numero progressivo del sentiero nell’ambito del Settore,
-         nel caso di sentieri di lunga percorrenza, che interessano due o più Settori, utilizzare lo stesso numero progressivo, modificando solo il primo carattere passando da un settore all’altro,
-         la suddivisione della nostra provincia in due Aree: Nord, di cui fa parte anche la Valle Camonica, e sud.
 
L’Area Nord, comprendente sei Settori:
1.     Valle Camonica – destra orografica – primo carattere = 1,
2.     Valle Camonica – sinistra orografica – primo carattere = 6,
3.     Lago d’Iseo – primo carattere = 2,
4.      Valle Trompia – primo carattere = 3,
5.      Alta Valle Sabbia – primo carattere = 4,
6.     Bassa Valle Sabbia – primo carattere = 5.
 
Il numero progressivo assegnato alla Via Valeriana è 91, pertanto il numero completo che il sentiero assume nelle varie tratte è il seguente:
-         291, da Fantecolo a Pisogne,
-         691, da Pisogne al Passo del Tonale – in sinistra orografica,
-         191, da Boario a Ponte di Legno – in destra orografica,
-         191/C, variante bassa da Ono S. Pietro a Sellero, passando da Capodiponte,
-         191/A, da Edolo al Passo dell’Aprica,
-         691/A, variante che evita Ponte di Legno.
 
Di norma, le frecce segnavia riportano:
-         sulla prima riga la dicitura la Leggenda di Carlo Magno con il relativo logo, se si riferisce al percorso calcato o, più probabilmente, cavalcato dall’Imperatore, Via Valeriana, nell’altro caso;
-         sulla seconda riga, la meta ravvicinata o intermedia, con il tempo di percorrenza;
-         sulla terza riga, la meta finale di tappa, con il tempo di percorrenza;
-         in coda, fra i due rettangoli rossi, il numero del sentiero in quel tratto (per es. 691);
-         sulla punta, fra i due triangoli rossi, la sigla VV (acronimo di Via Valeriana); presente anche sulle frecce relative al percorso di Carlo Magno.
 
Ringraziamenti
 
All’Amministrazione Provinciale di Brescia, che ha commissionato il Piano Sentieristico Provinciale; in particolare alla Dott.ssa Elena Tironi.
 
Alla Comunità Montana del Sebino Bresciano; in particolare alla Signora Lilia Dossi, e agli Assessori Laura Boldi, Andrea Caldinelli e Cristini.
 
Al Parco Regionale dell’Adamello, in particolare a Anna Maria Bonettini e Guerino Benaglio.
 
Ai progettisti del Piano Sentieristico Provinciale: Paolo Nastasio e Paolo Castellini.
 
Alla Sezione CAI di Brescia, che ha coordinato l’intervento.
 
Alle Commissioni Sentieri di Brescia, Lago d’Iseo e Pianura, coordinata da Diego Micheli, e a quella di Valle Camonica, coordinata da Augusto Tevini.
 
Alle Sezioni/Sottosezioni del CAI coinvolte nel progetto:
-         Brescia (Gabriella Bignotti, Cavalli Carlo, Remo Ferrari, Filippo Peretti, Francesco Quadri, Piero Quadri, Giorgio Sandonà e Toffa Emanuele),
-         Provaglio d’Iseo (Corridori Pietro, Archetti Andreino),
-         Iseo (Mucchetti Giampietro, Cristinelli Luigi),
-         Marone (Bontempi Giampietro),
-         Pisogne (Bianchi Alberto, Spatti Beppe),
-         Darfo (Bianchini Mauro, Bettoni Gigi, Gabossi Martino, Giobini Gianni e Simoncini Elio),
-         Breno (Leali Sandro, Bontempi Mauro, Nana Angelo),
-         Cedegolo (Facchini Caterina, Gianni Sandro),
-         Edolo (Tevini Augusto),
-         Santicolo (Pulazzini Andrea).
 
Ai Comuni interessati, che hanno assecondato l’iniziativa.
 
Ai coautori del già citato volume “Viaggiare in Valle Camonica (Walter Belotti e Dino Marino Tognali).
 
 
 
 

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